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Il profilo metabolico

Il profilo metabolico è tipico delle persone in cui lo stress, sia fisico che emotivo, ha causato un forte cambiamento nel metabolismo. Si tratta di una risposta normale del nostro corpo, ma, in alcuni casi può diventare davvero acuta e può portare a un’infiammazione cronica globale, con conseguenze come squilibri ormonali, difficoltà digestive e problematiche metaboliche di vario genere.

Per avere un quadro completo del nostro profilo metabolico e di conseguenza prevenire eventuali disfunzioni è necessario sottoporsi a degli esami: colesterolo, HDL, LDL, glicemia, trigliceridi, emoglobina glicosilata.

 

COLESTEROLO

Il colesterolo è un grasso che in parte è prodotto dall’organismo e in parte è introdotto con la dieta. L’esame misura la concentrazione di colesterolo nel sangue: con tre misurazioni diverse si ottengono i livelli di colesterolo totale, HDL (o colesterolo buono) e LDL (o colesterolo cattivo). Il colesterolo può aumentare sia per una predisposizione ereditaria, sia per una dieta ricca di cibi ad alto contenuto di grassi animali. Un aumento del colesterolo totale può portare allo sviluppo di malattie come: ipotiroidismo, malattie dei reni, disglobulinemia, ostruzioni biliari, pancreatite cronica, diabete e obesità. Un abbassamento del colesterolo, invece, può essere la conseguenza di ipertiroidismo, insufficienza epatica, alcuni tipi di anemia e malnutrizione.

 

GLICEMIA

La glicemia è la concentrazione di zucchero, ovvero il glucosio, presente nel sangue. Nei soggetti non affetti da diabete o altre alterazioni del metabolismo degli zuccheri la glicemia a digiuno, dopo cioè almeno 8 ore di digiuno, è generalmente compresa tra 60-99 mg/dl, mentre dopo un pasto, per quanto abbondante, la glicemia raramente supera i 140 mg/dl. Esiste un altro parametro in grado di valutare l’andamento della glicemia e denominato EMOGLOBINA GLICOSILATA che permette di stimare in modo retrospettivo la media delle glicemie dei tre/quattro mesi precedenti il suo dosaggio: in tal caso, nei soggetti non affetti da diabete o altre alterazioni del metabolismo glucidico, il valore normale si colloca al di sotto di 42 mmol/mol. Mantenere costante la glicemia è importante per assicurare il normale apporto energetico al cervello. Inoltre sia valori troppo bassi di glicemia (ipoglicemia) che valori troppo alti (iperglicemia) sono potenzialmente pericolosi per l'organismo e, se protratti per lunghi periodi. possono portare a conseguenze molto gravi tra cui coma, e diabete.

 

TRIGLICERIDI

Misura la concentrazione dei trigliceridi nel sangue. I trigliceridi sono la forma di immagazzinamento dei grassi nell’organismo e sono utilizzati come scorta di energia. Essi derivano soprattutto dalla dieta e in piccola parte sono prodotti dall’organismo.
I trigliceridi possono aumentare sia per predisposizione ereditaria sia per diete ricche di grassi e carboidrati. L’aumento dei trigliceridi nel sangue rappresenta un importante fattore di rischio per le malattie cardiache e il diabete. Oltre agli eccessi della dieta, un aumento dei trigliceridi può indicare le seguenti condizioni: un’eccessiva assunzione di alcol, alcune malattie ereditarie, il diabete e l’obesità. Quando i valori sono molto alti, c’è il rischio di sviluppare una pancreatite, cioè un’infiammazione del pancreas. Un abbassamento dei trigliceridi si osserva invece nelle seguenti condizioni: insufficienza epatica, malassorbimento intestinale, malnutrizione, ipertiroidismo, iperparatiroidismo, malattie epatiche gravi.

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